L’architettura fascista a Novara in un volume di Matteo Gambaro

“Novara littoria – L’architettura fascista del ventennio” è il libro-strenna coeditato da Interlinea e Editoriale Nuova. Un volume con una grande parte iconografica e frutto del lavoro dell’architetto Matteo Gambaro, «un volume – ha dichiarato Carlo Robiglio, presidente di Interlinea – che si innesta nella serie che abbiamo dedicato al territorio. Perché siamo una casa editrice ben radicata nel Novarese e che a Novara ha le sue radici».

All’edizione ha partecipato anche Editoriale Nuova di Paolo Boroli, che ha sottolineato come «il progetto viene da lontano ed è frutto di un lavoro condiviso».

Il volume « la Novara del Ventennio attraverso gli edifici più rappresentativi della città costruiti in quel periodo, con disegni, progetti, fotografie inedite e cartoline d’epoca, con i resoconti delle due visite di Mussolini. L’attività di ricerca è stata svolta in particolare presso Archivio di Stato di Novara, Archivio del Comune di Novara, Biblioteca Civica Negroni, Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola “Piero Fornara” e altri archivi privati» ha ricordato Roberto Cicala, direttore editoriale di Interlinea.

«Il ventennio fascista – ha detto Matteo Gambaro – ha lasciato pochi interventi urbanistici ma molti interventi su singoli edifici: basti ricordare il cavalcavia di Sant’Agabio piuttosto che il mercato coperto; lo spazio natatorio di via Solferino piuttosto che le Poste o quello che ora è la Questura. Abbiamo voluto separare nettamente l’aspetto architettonico-urbanistico da quello politico, se non per sottolineare come vi fosse un chiaro riferimento all’architettura classica, che rappresentava un modo tutto proprio di vedere; architettura enfatica si potrebbe dire. E’ un libro per tutti, non per iniziati, non è un trattato di architettura».

E, non foss’altro per le immagini che sono parte fondante del volume, c’è da crederlo.

Nella foto grande, da sinistra Matteo Gambaro, Paolo Boroli, Carlo Robiglio e Roberto Cicala

Love
Haha
Wow
Sad
Angry

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here