Lezioni a distanza, la rivolta dei genitori. Repliche e precisazioni

Parte dal consiglio di istituto del Liceo classico linguistico di Novara la protesta dei genitori contro la decisione della Regione Piemonte di posticipare al 18 gennaio la ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole superiori.

Enrico Faragona

I genitori, tramite il presidente del consiglio d’istituto, Enrico Faragona, hanno inviato una lettera non solo al governatore della Regione, Alberto Cirio, ma anche ai sindaci delle maggiore città della provincia, all’Ufficio scolastico provinciale e al prefetto per esprimere «il nostro dissenso avverso una decisione che, ancora una volta e, a nostro avviso, senza giustificato motivo, sacrifica il diritto allo studio solo dei nostri ragazzi a fronte della contemporanea riapertura delle scuole elementari e medie nonché della attività economiche, come se la colpa della diffusione del virus dovesse ricadere unicamente sugli studenti delle superiori e ciò anche a fronte delle annunciate riaperture in Regioni con un tasso di diffusione del virus superiore a quello piemontese».

«Per la crescita degli studenti – si legge nella lettera – è indispensabile il rapporto diretto con gli insegnanti e con i compagni. I ragazzi sono il nostro futuro e noi li stiamo ostacolando. Il Covid sta facendo più danni indiretti che diretti ai nostri figli. Chiediamo che i ragazzi tornino a scuola in presenza dall’11 gennaio, quantomeno al 50%, come avviene in altre regioni che hanno situazioni pandemiche analoghe o peggiori di quella del Piemonte. Suggeriamo di continuare a rispettare e a far rispettare nelle scuole le norme igienico-sanitarie anti-covid; di implementare le corse dei mezzi di trasporto utilizzando anche quelli delle aziende private; di dare priorità nelle vaccinazioni al personale scolastico e dei trasporti; di aumentare il numero dei tamponi rapidi nelle scuole».

Una posizione che non è stata condivisa da diversi altri genitori, tant’è che Enrico Faragona ha voluto precisare che si tratta di una iniziativa personale (condivisa per altro da molti altri) e che non c’entra nulla con il suo ruolo di presidente  del consiglio d’istituto.

Un’altra lettera al presidente Cirio è stata scritta dagli studenti di cinque istituti superiori di Novara e Romentino (liceo classico e linguistico, liceo scientifico, Fauser e Pascal), che chiedono di poter tornare in classe.

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