Ma per parlare del Coccia deve intervenire il prefetto?

Che della situazione della Fondazione Coccia e dello stato del maggior teatro novarese l’amministrazione comunale voglia parlare il meno possibile, lo abbiamo scritto in tutte le salse. E quindi non è il caso di ripeterlo.

Piuttosto va sottolineato che la pervicacia nel non affrontare la questione è tale da arrivare al paradosso che il Pd, maggior forza d’opposizione, si senta costretto a preannunciare la volontà di far intervenire il prefetto nel caso in cui le competenti commissioni non vengano convocate entro il 10 settembre.

Gli ultimi fatti sono noti: il 18 luglio, oltre un mese dopo la richiesta del gruppo Pd, venivano convocate le commissioni 1 e 3 congiuntamente… pe ascoltare una relazione di 47 minuti di un componente del Cda della Fondazione, che poi salutava tutti perché doveva prendere il treno.

«Tale commissione a nostro giudizio, ma anche di altri gruppi della minoranza e di alcuni esponenti della maggioranza, non aveva assolutamente soddisfatto la richiesta di giugno – spiega Sara Paladini, che con i colleghi di partito Emanuela Allegra, Andrea Ballarè, Nicola Fonzo, Rossano Pirovano, Tino Zampogna ha firmato il documento con il quale minaccia di rivolgersi al prefetto – Questo di per sé sarebbe stato già sufficiente per una nuova convocazione nel giro di poche ore, ma comunque abbiamo formalizzato la richiesta di una commissione con la partecipazione del Cda. Ebbene, Il 25 luglio la segretaria di commissione – sostenendo di aver sentito i presidenti delle due commissioni-, scrive a tutti i componenti del Consiglio e della Fondazione informando che i presidenti di commissione hanno deciso che il Comune si adegua alle tempistiche della fondazione. Tale scelta non solo non è stata in alcun modo concordata con noi, ma contravviene all’art. 18 del regolamento del Comune».

«Nonostante le osservazioni pervenute – continua Paladini – i presidenti Nieddu e Freguglia si chiudono in un totale e assordante silenzio, solo l’assessore Moscatelli, anch’essa pur essendo assessore con competenza sul merito della discussione, né informata né coinvolta nella scelta dei presidenti, ha la cortesia istituzionale, e per questo la ringraziamo, di verificare quanto stesse accadendo,

Il 29 luglio dopo le osservazioni giunte dalla minoranza i presidenti propongono una convocazione il 7 agosto con la partecipazione solo della direttrice della fondazione. Il gruppo consiliare del Pd non parteciperà alla seduta del 7 agosto, sia perché non viene rispettato il merito della nostra richiesta (la partecipazione per l’intera durata dei lavori della commissione dei componenti del Cda della Fondazione Coccia) sia per l’evidente violazione dei tempi stabiliti dal regolamento. Anticipiamo che finché non sarà garantita la presenza del Cda non parteciperemo ad alcuna commissione consiliare convocata sulla questione Coccia».

Ma è mai possibile che per parlare del Coccia e della drammatica situazione in cui versa debba intervenire il prefetto?

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