Massoneria, il Grande Oriente d’Italia attacca la presidente del Coccia

Il Grande Oriente d’Italia, ovvero la principale loggia massonica, interviene dopo la presa di posizione della presidente della Fondazione Coccia, Carmen Manfredda, che aveva bocciato l’avvocato novarese Renzo Inghilleri come uno dei commissari che avrebbero dovuto selezionare le candidature a direttore del tetro perché “massone”. Per di più, la presidente aveva chiesto ai membri del Cda di dichbiarare se fossero massoni.

Il Gran Maestro Stefano Bisi ricorda a Manfedda che «l’art. 3 della Costituzione garantisce a tutti i cittadini parità di trattamento indipendentemente dal sesso, dalla razza e dalla religione.

L’art. 18 della stessa Costituzione garantisce la libertà di associazione parimenti all’art. 11 della Carta Fondamentale dei Diritti dell’Uomo che assicura la libertà di associarsi e di unirsi liberamente.

Nessuna Legge dello Stato impone di dichiarare il proprio credo e la propria fede, ragione per cui la pretesa della Dottoressa Manfredda è da considerarsi una vera e propria prevaricazione per mettere al bando cittadini che hanno fatto scelte intellettuali e spirituali di vita perfettamente compatibili con la Legge dello Stato.

Si ricorda infatti alla Dott.ssa Manfredda che nella Massoneria, una volta ammessi, si giura di rispettare la Costituzione e le Leggi dello Stato e di non compiere alcuna attività contro diritto, si lavora sotto la bandiera Italiana e si canta “Fratelli d’Italia”, guarda caso, inno scritto dal Massone Mameli, morto nel tentativo di difendere la Repubblica Romana».

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