Nel Milanese il centro di smontaggio delle auto rubate

Rubavano auto di grossa cilindrata, smontavano le varie componenti e poi rifornivano il mercato nero dei pezzi di ricambio, spesso in paesi dell’Est Europeo: l’operazione ‘Ultima’ dei carabinieri di Novara ha sgominato una banda di albanesi e italiani (sei sono finiti in carcere e uno ai domiciliari), accusati di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio. Nei capannoni di Trezzano sul Naviglio e Legnano sono stati rinvenuti pezzi di una trentina di auto, per un valore di diverse centinaia di migliaia di euro.

La banda era dotata di sofisticati strumenti elettronici che permettevano di clonare i telecomandi delle vetture e di un ‘jammer’ per interferire sulle connessioni telefoniche.

L’operazione era nata come una ‘costola’ di delle inchieste “Mitsheta” e “Prometeo” che dal 2016 e al 2018 avevano già portato all’arresto di 86 persone per reati contro il patrimonio.

Indagando su una serie di furti commessi in tutto il nord Italia e anche nei paesi del Novaresi lungo il Ticino, i carabinieri avevano già arrestato 24 uomini appartenenti a “batterie” di ladri che agivano autonomamente. Avevano poi scopertogli autori di una serie furti commessi ai danni di centri logistici e tre persone erano finite in manette ed era stata recuperata refurtiva per un milione e mezzo di euro. Altri cinque ladri d’auto erano stati bloccati di recente e ora ecco che i carabinieri di Novara sono arrivati al centro di smontaggio delle auto.

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