Nel primo trimestre regge il sistema delle imprese

Dopo un 2020 caratterizzato da una forte contrazione sia del numero di iscrizioni che di cessazioni, l’andamento demografico delle imprese di Biella, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola registra una generale tenuta nel primo trimestre dell’anno, pur con alcune differenze tra i diversi territori del quadrante.

In particolare sono state 1.284 le imprese che si sono iscritte alla Camera di commercio nel periodo gennaio-marzo 2021 (1.168 le iscrizioni nello stesso periodo dell’anno precedente), mentre 1.326 hanno cessato la propria attività (in diminuzione rispetto alle 1.840 chiusure registrate nel primo trimestre 2020, al netto delle cessazioni d’ufficio), per un totale di imprese registrate che ammonta a 75.145 unità.

Il tasso di crescita globale risulta sostanzialmente stabile, pari al -0,06% (al netto delle cessazioni d’ufficio) e allineato al risultato regionale, che si attesta al -0,02%. Tra i territori emergono alcune differenze: Biella evidenzia un lieve calo (-0,35%), che risulta meno marcato a Vercelli (-0,12%), con il Verbano Cusio Ossola in posizione di stabilità (-0,03%), mentre Novara appare in controtendenza e leggera crescita (+0,14%).

«I risultati del primo trimestre vanno letti alla luce della stagionalità delle chiusure, che tendono fisiologicamente a concentrarsi a fine anno e vengono conteggiate nel trimestre successivo, a cui si aggiungono gli impatti dell’emergenza Covid-19, con le conseguenti restrizioni delle attività d’impresa – commenta Fabio Ravanelli, nella foto, presidente della Camera di commercio di quadrante – L’effetto è quello di un rallentamento generale, dettato dall’incertezza e dall’attesa di come potranno evolvere il quadro sanitario ed economico. Le nostre imprese hanno dimostrato una buona capacità di tenuta, ma il fattore tempo diventa ogni giorno più determinante e richiede un’ulteriore accelerazione della campagna vaccinale, vista anche la possibilità per le imprese piemontesi di candidarsi come centri per immunizzare direttamente dipendenti e familiari rientranti nei gruppi target del Piano nazionale».

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