Niente arresti domiciliari per Diego Sozzani: la Camera dice no ai magistrati

Niente arresti domiciliari per Diego Sozzani: ribaltando quanto deciso dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere, la Camera oggi pomeriggio, mercoledì, ha respinto la richiesta della Dda di Milano per il deputato novarese, ex presidente della Provincia, coinvolto nell’inchiesta “Mensa dei poveri” (è accusato di finanziamento illecito, corruzione, turbativa d’asta). E’ finita con 309 no e 235 sì, nonostante Movimento5Stelle e Pd (che hanno la maggioranza alla Camera) avessero preannunciato il loro voto favorevole: ma la votazione è stata segreta ed evidentemente molti hanno votato in maniera non conforme alle indicazioni dei due partiti ora al governo. E chissà che qualche no non sia arrivato da quel gruppo di deputati che hanno deciso di seguire Renzi e di lasciare il Pd. Prove di alleanze al centro?
Alla fine ha prevalso la volontà di non acconsentire alla richiesta dei magistrati milanesi di mettere Sozzani agli arresti. E proprio il deputato novarese è intervenuto alla fine del dibattito: un intervento accorato, durante il quale Sozzani è apparso particolarmente commosso.
«Mi trovo in una vicenda paradossale – ha detto – sono coinvolto in un’indagine solo attraverso le intercettazioni di terzi, accusato di un finanziamento illecito che non è mai avvenuto. Avrei dovuto ricevere dei soldi da una società con la quale sono in contenzioso. E’ una vicenda che mi ha devastato psicologicamente, ho sofferto moltissimo e sono molto preoccupato per la mia famiglia e per la mia vita professionale. Non intendo sottrarmi al giudizio della magistratura, ma consentitemi di affrontarla e di fendermi da uomo libero».
Un appello che ha sortito il suo effetto.

In precedenza la Camera aveva respinto a grande maggioranza (solo il M5S aveva votato a favore) la richeista di utilizzare intercettazioni a carico di Sozzani.

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