Nostalgie fasciste, Songa (Atc) scaricato dalla Regione

Prima l’ordine («Rimuovere dagli uffici dell’Agenzia territoriale per la casa di qualunque oggetto, documento o simbolo riconducibile al disciolto Partito nazionale fascista e non attinente in alcun modo alla attività istituzionale dell’Atc») e poi il “consiglio” («Valuti seriamente l’opportunità di rimettere il mandato in quanto le dichiarazioni rese e i comportamenti tenuti risultano incompatibili con i valori fondanti della Regione Piemonte»): non è un momento felice per Luigi Songa (nella foto), da pochi mesi presidente dell’Atc del Piemonte Nord, con sede a Novara. Dopo le sue affermazioni, dopo che nel suo ufficio di viale Verdi ha sistemato gadget e ricordi di Mussolini, del periodo fascista e della Repubblica sociale, dopo aver strizzato l’occhio a Casa Pound, è rimasto solo, difeso solo dal senatore di Fratelli d’Italia (il suo partito)

Alberto Cirio

Gaetano Nastri, ma abbandonato anche dal presidente della Regione Alberto Cirio (Fi) e dal presidente del consiglio regionale piemontese Stefano Allasia.

Il caso era scoppiato dopo che erano venuti alla luce i suoi sentimenti nostalgici anche attraverso un’intervista a ‘La Stampa’ in cui rivendicava i fasti del Ventennio. Prima i consiglieri regionali del Pd Domenico Rossi, Domenico Ravetti e Mauro Salizzoni; poi la segreteria del Pd novarese e infine anche l’associazione La Torre Mattarella avevano posto la questione dell’opportunità che Songa rimanesse ai vertici dell’Atc Piemonte Nord, chiedendo espressamente l’intervento di Cirio.

Ora il presidente regionale è intervenuto in maniera decisa e per Songa il futuro è tutt’altro che roseo. Anche perché quella poltrona gli era stata affidata “temporaneamente”, visto che era rivendicata dalla Lega per un suo uomo poi risultato incompatibile.

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