Novara Calcio, Viali verso l’esonero, chi sulla panchina?

Non sappiamo se sarà oggi , lunedì, il giorno in cui il Novara darà il benservito a mister Viali, ma comunque prima o poi quel giorno arriverà. Paga, come sempre, l’allenatore, anche se le colpe di questa annata disastrosa (la seconda consecutiva, cosa mia successi nell’era De Salvo) non sono solo dell’allenatore. Il Novara paga anche il fatto che la società pare lontana (magari non lo è, ma è quello che sentono i giocatori), il fatto che il ds Ludi è alla sua prima esperienza e che Viali per la prima volta da allenatore è arrivato in una piazza esigente. E poi paga il fatto che molti giocatori non sono stati in grado di fare la differenza. Quelli di categoria superiore o sono appena arrivati (vedi Buzzegoli) o viaggiano a corrente alternata; quelli da Lega Pro sono, appunto, da Lega Pro ma di livello medio. Manca, così come l’anno scorso, un leader (o, meglio, più di uno) che sappia guidare la squadra, che sia d’appoggio all’allenatore, che sappia farsi rispettare dai compagni. Chi è più vicino alle vicende della squadra giura e spergiura che i giocatori son o tutti bravissime persone, ma forse proprio questo aspetto (diamolo per buono…) porta a vivere le partite con un agonismo ridotto rispetto agli avversari.

E’ mancato un progetto di base, pur tenendo presente che per settimane si è ballato tra Serie B e Lega Pro.

A nostro avviso la classifica rispecchia quelli che sono i valori di questo Novara e lo diciamo con la morte nel cuore. Vedere le maglie azzurre venire spianate da formazioni che negli anni Serie C (l’era Tesser) o Lega Pro (quando vincemmo il campionato con in panchina Toscano) sarebbero state asfaltate fa davvero male.

Ma sono problemi che vengono da lontano, con il cambio di allenatore dopo ogni stagione o addirittura durante il campionato (Corini-Di Carlo lo scorso anno; Viali-misterX, quest’anno, forse Sannino) e la mancanza di un nucleo storico attorno al quale potessero coagularsi i nuovi. Senza dimenticare che De Salvo soldi ne ha spesi a iosa, anche quest’anno. Il risultato: anonimato in Lega Pro, entusiasmo sotto i tacchi, spettatori ai minimi storici.

Ben difficilmente quest’annata (tra l’altro favorevole, visto che c’è una promozione in più) potrà essere raddrizzata, il Novara arriverà ai play-off ma non crediamo che, se le cose resteranno così, potrà fare molta strada.

E allora se a Massimo De Salvo e alla sua famiglia stanno ancora a cuore le sorti del Novara Calcio, meglio ripartire da zero: con una società più forte e presente, con un direttore generale che sappia di calcio, un direttore sportivo preparato (e Ludi potrebbe fare tranquillamente la sua gavetta: ha sicuramente qualità e prima o poi verranno fuori) e un allenatore motivato.

Motivato lo è sicuramente Viali, ma i risultati gli sono contro; motivato non era Mimmo Di Carlo, per esempio. La società ha spesso scelto emergenti (è andata molto bene con Baroni, per esempio) ma forse ora è il tempo di scegliere qualcuno che abbia più esperienza.

Francamente, non possiamo rassegnarci a un Novara che vivacchi in Lega Pro: se la proprietà ha altre idee, allora è meglio fare tabula rasa.

Attilio Barlassina

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