Paladini: «Sul Coccia è ora di fare chiarezza su numeri e risorse»

Le carte le ha studiate a fondo, dopo averle richieste e ottenute dalla stessa Fondazione Coccia di cui ha fatto le pulci: Sara Paladini, nella foto, appoggiata dal Pd novarese, ha deciso che «per il bene del teatro è ora che si faccia definitiva chiarezza su numeri, risorse e deficit».

Peccato, come lei stessa ha spiegato, che i numeri che compaiono nei documenti in suo possesso «sia molto difficile ricavare certezze e neppure fare raffronti con il passato – continua Paladini – Quel che è certo, e che è scritto in più di una relazione, è che vi sono delle criticità, che a fine ottobre il deficit era di quasi 300 mila euro (ammortamento escluso). E che, rispetto al programma presentato al Ministero per ottenere i fondi del Fus, sono state aggiunte opere che hanno portato a un ulteriore aggravio dei conti e che non sono mai state approvate dal Cda. Nel bilancio presentato al Ministero ci sono 132 mila euro di spese che non si comprende a cosa siano dovute».

In più, secondo la consigliera comunale del Pd, «risulta che dalla seconda metà del 2015 a oggi non siano state pagate tasse comunali per 500 mila euro. Inoltre, vi sono debiti per oltre un milione, che dovrebbero essere compensati da una serie di crediti. Entro fine mese il Cda dovrebbe presentare un piano di rientro per i debiti pregressi: ma come è possibile se a oggi non c’è uno straccio di documento?».

La situazione è particolarmente complicata «soprattutto perché non mi pare che si voglia fare chiarezza. Spero vivamente che nella commissione consiliare del prossimo 4 febbraio il sindaco o l’assessore alla cultura siano in grado di dare numeri precisi e confrontabili».

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