Parco Muccioli, residente esasperati

Bruno Guasco, attento lettore e sempre interessante nei suoi interventi su questo quotidiano, si fa ora portavoce di un gruppo di residenti nella zona del Parco Muccioli (via Viviani) esasperati per la situazione in cui sostengono di vivere.

Ecco l’intervento di Bruno Guasco.

 

Gentile direttore,

l’annuale kermesse “atletico-culturale” che da anni caratterizza i pomeriggi, le serate e soprattutto le notti del parco cittadino di via Viviani –parco dedicato a Vincenzo Muccioli, fondatore della Comunità di San Patrignano- ha già avuto avvio. Puntualmente con l’insorgere delle temperature estive.

Un avvio in grande stile, con crescente partecipazione di atleti e di amanti del tifo duro, come tradizione ormai consolidata nelle trascorse stagioni.

Come nel tempo passato, ampiamente privilegiate le serate e le notti delle giornate a caldo africano, quando nelle case, per l’afa e la temperatura opprimente, rimangono sovente aperte porte e finestre.

Gli organizzatori, molto pragmaticamente, sembrano aver già anche ipotizzato -per la chiusura dei giochi, prevista come consuetudine in autunno- eventi di particolare effetto scenico: testimonial di prestigio, danze e cotillons.

Visto il notevole successo di critica e di pubblico già conseguito nelle ultime edizioni, c’è da aspettarsi un notevole salto di qualità.

Tornei di pallavolo e pallacanestro aperti indifferentemente a uomini e a donne, a giovani e a attempati, a promesse del futuro e a delusi del passato. Gare sostenute, secondo le circostanze, dai rituali vocalizzi di sostegno o dagli scontati grugniti di contestazione .

Ovviamente con rumorose tifoserie al seguito, agguerrite come si conviene per gli incontri-scontri di play out e di play off o di finale intercontinentale.

Tenuto conto dei frequenti litigi fra gli intervenuti dell’ultimo momento, sembra doversi suggerire la prenotazione del posto (solo platea, al momento) onde non perdere i dettagli degli avvenimenti.

Un secondo utile suggerimento sembra essere quello di raggiungere le postazioni con cibi e bevande al seguito, poiché chi si dovesse allontanare per tacitare gli eventuali morsi della fame non avrebbe alcuna possibilità di recuperare la posizione, pur per alcuni minuti, abbandonata.

Non sembrano inerenti alle riflessioni in corso ipotesi di differenziazione dei rifiuti e di civili liberazioni vescicali: la differenziazione suona come una stravaganza nel nostro mondo ormai ridotto ad un enorme frullatore dove tutto si mescola, si contamina e si abbandona. Per le liberazioni vescicali qualche angolo meno illuminato del parco, adeguatamente piantumato, offre ampia soddisfazione alla bisogna.

Sembra anche –ciliegina sulla torta- che non sia stata esclusa la personale partecipazione di qualche somma autorità cittadina al momento finale dei tornei sportivi, per la doverosa premiazione di vincitori e meritevoli.

D’altra parte in un derelitto paese come il nostro, sempre sotto prospettiva di elezioni più o meno imminenti, ogni occasione per racimolare qualche voto non può essere certo snobbata……

Gentile direttore, ci sarebbe da continuare a sorridere di questo frammento di delirio cittadino, se non fosse che all’intorno del parco Muccioli di via Viviani abitano cittadini che, avendo il dovere di pagare le tasse, avrebbero anche il diritto di vivere in un contesto civile.

Vi sono cittadini in malferma salute, bimbi che vorrebbero riposare, uomini e donne che vorrebbero ritemprare le forze per continuare a produrre Pil cittadino e nazionale…. Quel Pil dal quale “mungere” la garanzia di un’immeritevole qualità di sopravvivenza per tante “cicale” nazionali che amano il dileggio quotidiano delle sempre meno numerose “formiche”.

Purtroppo il triste decadimento del nostro paese transita anche da episodi di vita minima di quartiere come quelli poc’anzi descritti.

Episodi reiterati di fastidio, illegalità e di impunità, di indifferenza e fors’anche di impotenza istituzionale.

Il corpo di Polizia Locale è stato -nel passato, già anche sotto l’amministrazione Ballarè- ampiamente edotto della situazione. Con il risultato del classico “buco nell’acqua”.

Anche Polizia di Stato e Carabinieri sono stati informati dell’evidente reiterata perpetrazione del reato di turbamento della quiete pubblica, ma la preghiera, pur in spirito di controllata esasperazione, per un loro doveroso intervento non è riuscita a prevalere sulla degenerazione dello sport di strada e di parco cittadino in chiassosa chiave notturna.

Lo scoramento e la rassegnazione hanno ormai probabilmente preso il sopravvento sugli spiriti di buona volontà.

E’ tutto molto triste: viene ampiamente percepita l’inutilità di collaborare con le forze statuali e istituzionali e si constata che, al contrasto della legge della giungla, si preferisce optare per l’induzione alla soporifera strada dell’eutanasia sociale.

E lasciare l’incompiuto alla posterità.

Non sono comunque da escludere (o forse sono addirittura prevedibili) virili reazioni di contrasto del mondo civile a tanto degrado istituzionale.

Reazioni conflittuali dagli esiti inquietanti sui quali è auspicabile che la Procura di Novara non debba, prima o poi, “aprire un fascicolo” per violenze e lesioni, a carico di ignoti…. conosciuti.

Meglio sarebbe, allo stato delle cose, l’apertura di un fascicolo in franco spirito di prevenzione reati, vagliando ipotesi –di apparente ovvietà- di omissione o, peggio, di rifiuto di atti d’Ufficio.

Grazie per l’ospitalità.

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