Per vendetta incendiano due furgoni, denunciati dalla Mobile

Non si era visto rinnovare il contratto dalla titolare di una cooperativa di pulizie e così aveva deciso di vendicarsi: con l’aiuto di un amico aveva dato fuoco a due furgoni della ditta. Le fiamme avevano raggiunto un’intensità tale da fare evacuare il palazzo di corso Risorgimento sotto il quale erano posteggiati i furgoni e da distruggere anche una Bmw e danneggiare una 500.
Le indagini della Squadra mobile della Questura di Novara hanno portato, dopo un’attenta analisi delle telecamere e grazie all’intuizione di un poliziotto della Mobile, a individuare i due, italiani, A.C. di 27 anni e L.A. 26 anni.

 

Già le prime testimonianze della titolare della coop mettevano in risalto una situazione conflittuale tra l’azienda proprietaria dei due mezzi da lavoro coinvolti ed un ex dipendente, il cui rapporto di lavoro si era concluso nel mese di giugno 2018 e che si era reso, altresì, autore di minacce nei confronti del suo precedente datore di lavoro.

I successivi accertamenti, consistenti in minuziosi sopralluoghi delle aree prossime al luogo dell’evento, l’analisi certosina dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza, nonché le risultanze delle analisi tecnico – scientifiche, hanno fornito conferma al sospetto degli investigatori sulla natura dolosa dell’incendio, consentendo di ricostruire la dinamica e comprendere che ad agire erano state due persone, giunte sul luogo dell’evento a bordo di un’autovettura, di cui non si conosceva la targa ma solo il colore, il modello ed alcuni particolari in ordine alla tipologia di fari e copricerchi.

Solo l’intuizione di un operatore della Squadra Mobile, che notava nei pressi della Questura un’autovettura, molto simile consentiva di individuarla e risalire al suo utilizzatore, L.A. di anni 26, con precedenti penali per reati contro il patrimonio ed arrestato la notte precedente per un tentativo di rapina in danno di due passanti.

 

Dai successivi accertamenti sulla targa si appurava che l’autovettura era stata oggetto di diversi controlli di polizia ed, in almeno due circostanze, tra gli occupanti, era stato identificato proprio l’ex dipendente della azienda di pulizie, A.C. di anni 27, in compagnia di L.A., figlio del proprietario del mezzo.

 

Intuito che i due giovani si frequentavano ed erano presumibilmente amici, gli investigatori si sono dunque concentrati sulla ricostruzione dei loro movimenti la sera del 2 marzo appurando che avevano trascorso le primissime ore assieme, per poi recarsi, intorno alle 22, presso un benzinaio dove A.C. ha riempito una tanica di benzina; hanno quindi raggiunto corso Risorgimento, dove sempre A. C.  ha versato il liquido infiammabile su uno dei mezzi di proprietà della ditta ove aveva lavorato, e, infine, erano fuggiti.

In particolare, l’esame delle immagini catturate dal circuito di video sorveglianza, ha messo in risalto il veicolo utilizzato per raggiungere quel sito, l’orario dell’arrivo pienamente compatibile con quello dell’incendio, il percorso effettuato ed il fatto che, uno dei due veniva ripreso intento a trasportare una tanica di colore bianco, ed infine, l’allontanamento dell’autovettura immediatamente dopo il verificarsi dell’incendio.

 

 

Messi di fronte alla mole di prove a loro carico, i due hanno confessato: sono stati denunciati per incendio doloso.

 

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