Piattaforma tecnologia medica, l’Ordine novarese protagonista a livello internazionale

L’Ordine dei medici di Novara diventa protagonista della sperimentazione internazionale per consentire l’accesso a una banca dati con informazioni cliniche su tutte le patologie.

Il progetto, iniziato un anno fa, ha avuto come sperimentatori per l’Italia tre giovani medici novaresi e i risultati stanno suscitando un vivo interesse da parte dei canali Ebsco (data base mondiali) nazionali ed internazionali.

La collaborazione dei tre medici novaresi (Daniele Angioni, Lina Falletta e Ilaria Monzani) si è tradotta nell’acquisizione da parte dell’Ordine di due importanti risorse – Dynamed Plus e Dentistry & Oral Sciences Source – nell’ottica di fornire gratuitamente strumenti utili al proprio aggiornamento e formazione continua, in linea con le recenti normative in materia di responsabilità professionale.

Tali sistemi vengono utilizzati ogni giorno da milioni di medici in tutto il mondo, in ospedale e sul territorio. Dal sito ufficiale dell’Ordine di Novara è possibile quindi accedere gratuitamente a queste piattaforme di aggiornamento clinico.

E a breve sarà in programma una riunione di tutti gli sperimentatori europei coinvolti nel progetto.

« I colleghi che oggi si affacciano al mondo del lavoro, un mondo che richiede una conoscenza sempre maggiore e approfondita della più varie tematiche in ambito medico, potrebbero avere un notevole supporto da questi dispositivi, sia in un contesto di ambulatorio di medicina generale, sia in ambito ospedaliero, che in continuità assistenziale che negli studi dentistici» dichiarano i tre medici.

« È ormai sempre più indispensabile nel campo delle scienze e soprattutto della medicina, la necessità di un aggiornamento continuo, quasi in tempo reale, per garantire al paziente uno standard di cure elevato, sempre salvaguardando l’evidence based medicine (la medicina basata sull’evidenza) e l’appropriatezza clinica. Si sta dunque affacciando nel mondo moderno un nuovo modo di fare medicina, un modo che se da un lato pone al centro il malato, dall’altro supporta il medico nella diagnosi, nella gestione e nel trattamento, una medicina che sarà a tutti gli effetti una medicina 2.0».

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