Progetto contro il gioco d’azzardo in due scuole di Novara

E’ evidente che se nel solo comune di Novara si giocano 150 milioni di euro all’anno il problema delle ludopatie è più che reale. Così l’allora consigliera provinciale delegata all’istruzione Milù Allegra aveva pensato di dar vita a un progetto che analizzasse il fenomeno nelle scuole e si era rivolta alla Fondazione comunità del Novarese per trovare i fondi necessari. Era nato quindi un progetto di prevenzione del gioco d’azzardo patologico che ha coinvolto due istituti di Novara, Bellini e Fauser. La metodologia utilizzata dall’associazione “Contorno Viola” che ha diretto il progetto è stata quella della “peer education”, ovvero quello del passaggio delle nozioni da un ragazzo appositamente formato ai propri coetanei; gli studenti seguono un breve corso di formazione per peer educator e, una volta completato il percorso, svolgono interventi di formazione nei gruppi classe. Questa attività richiede, comunque, il sostegno attivo dei docenti degli istituti coinvolti, a loro volta formati per trattare le tematiche connesse ai comportamenti a rischio.

«Non possiamo pensare che possa essere un adulto a entrare in contatto veramente con i giovani» commenta Andrea Gnemmi di “Contorno Viola”.

«Si può dire – afferma il Presidente Fcn Cesare Ponti – che il gioco d’azzardo patologico sia un po’ la dipendenza del Terzo Millennio; quella a cui rischiano di andare incontro molti giovani d’oggi. L’abuso di videogiochi e giochi, facilitato anche dall’utilizzo senza limiti di Internet, è in vertiginoso aumento. Tutto comincia come un divertimento, un passatempo e poi la situazione sfugge di mano. I dati sono allarmanti e non si possono trascurare; confermano l’importanza di interventi diretti applicati nelle scuole, come il progetto di cui andiamo a presentare i risultati».

“A nome dell’amministrazione rovinciale – sostiene Andrea Crivelli, oggi Consigliere delegato all’Istruzione della Provincia – ringrazio la Fondazione Comunità Novarese che ha finanziato questo progetto nelle scuole superiori».

Per Milù Allegra «sarebbe davvero utile la trasmissione di questi concetti e questi contenuti, in maniera capillare, in tutti gli istituti del territorio».

Nel corso di queste attività è stato messo a punto un apposito kit formativo condiviso tra insegnanti e peer educator che comprende le principali informazioni sul gioco d’azzardo patologico e sulle modalità di prevenzione dedicate ai ragazzi. Ai corsi formativi hanno partecipato, per i due istituti coinvolti, 9 insegnanti e 16 studenti che hanno completato la formazione di peer educator. Nei mesi di ottobre e novembre 2018 i docenti formati e i peer hanno, poi, svolto interventi di prevenzione (2 ore a cura dei peer e 2 a cura degli insegnanti) in tutte le cinque classi quarte del Bellini e in due del Fauser, coinvolgendo oltre 130 allievi.

Al termine degli interventi sono stati organizzati due momenti di feedback con insegnanti e peer al fine di valutare l’andamento e l’efficacia degli interventi nelle classi. Questi confronti hanno testimoniato che il gioco d’azzardo non è più un argomento di nicchia ma coinvolge direttamente molti ragazzi che abitualmente comprano, ad esempio, i Gratta&Vinci e/ o scommettono su eventi sportivi.

E’ emerso, inoltre, un dato interessante su una minoranza che gioca abitualmente al poker on line. La minore età non sembra, quindi, un problema infatti è sufficiente un amico diciottenne per superare tutte le limitazioni legali.

«Proprio con Internet è cambiato il modo di avvicinarsi al gioco – conclude Gnemmi – Un tempo occorreva fisicamente recarsi in un casinò o organizzare partite in luoghi fisici, ora invece è il gioco d’azzardo che viene a cercarti, anche grazie a campagne promozionali martellanti. E contrastare il gioco online è praticamente impossibile».

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