Provincia, il “caso” dei consiglieri, Bertone, Sibilia e Maggeni

Si può votare un bilancio preventivo e poi non votare il consuntivo, anche se non ci sono stati scostamenti? La logica direbbe di no, ma la politica, si sa, spesso ha poco a che fare con la logica. E infatti oggi, giovedì, il gruppo “La provincia dei comuni” in consiglio provinciale non si è presentata. I tre rappresentanti (Paolo Sibilia, Enrico Bertone e Fabio Maggeni), ovvero coloro i quali alle ultime elezioni avevano rappresentato l’ortodossia di Forza Italia (a fronte di “Provincia Protagonista” che raccoglieva Lega, Fdi e a gli ‘azzurri’ in disaccordo con l’impostazione di Diego Sozzani), hanno infatti firmato un comunicato nel quale spiegano le motivazioni della loro decisione.

Il risultato è stato che si sono presi “bastonate” metaforiche sia dal gruppo Pd (Laura Noro, Milù Allegra, Giuseppe Cremona e Stefano Zanzola) che dai cinque di “Provincia Protagonista” (Ivan De Grandis, Massimo Marcassa, Andrea Crivelli, Michela Leoni, Luca Piantanida): tutti gli interventi hanno infatti puntato sul “non senso” di un simile comportamento e, da parte dei consiglieri Pd, anche risposte nel merito delle contestazioni sollevate da Bertone & C.

Il gruppo di “Provincia protagonista”

Alla fine, il centrodestra si è preso il riconoscimento di essersi presentato e di aver consentito, con la propria astensione, che il bilancio consuntivo venisse approvato («In caso contrario – hanno detto a più riprese – sarebbe accaduto che il consiglio sarebbe decaduto e che il presidente Besozzi avrebbe potuto governare per decreto, senza neppure che noi potessimo svolgere la nostra funzione di controllori») non senza critiche nei confronti del presidente.

Il gruppo del Pd

Ma quale era stata la spiegazione di Sibilia, Bertone e Maggeni? Nel comunicato inviato ai giornali si parla di «non condivisione della situazione stallo in cui l’amministrazione provinciale, guidata dal presidente Matteo Besozzi, versa da ormai sei mesi». E ancora di «reali necessità che non hanno trovato riscontro nel piano di manutenzione della viabilità», la «mancata valutazione del sopralzo della discarica di Barengo», le critiche per l’ipotesi di assunzione di un dirigente.

E concludono: «da ora però vogliamo essere coinvolti su ogni scelta da operare, in modo concreto e destinare le risorse finanziare nei settori dove vi è una reale necessità come le scuole, la viabilità, il ciclo integrato dei rifiuti ed il sociale… Vogliamo evitare di essere utilizzati solo per alzare le mani durante le votazioni».

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