Rapina al compro-oro, chiesti 5 anni

Colpo al negozio “Affari d’Oro” di Borgomanero: il pubblico ministero chiede 5 anni e 2000 euro per Gianluca Medina, il borgomanerese quarantenne considerato dall’accusa il mandante del colpo messo a segno il 15 ottobre del 2010. Prima che la parola passasse all’accusa e alla difesa, Medina, difeso dall’avvocato Giuseppe Ruffier, ha reso dichiarazioni spontanee per ribadire che collaborava con i carabinieri, che quel giorno era addirittura fuori regione e che non aveva alcun interesse ad organizzare quel colpo. Sentenza il prossimo 24 aprile. Arriva dunque a conclusione il procedimento che, iniziato nel giugno del 2014, ha subito molti rinvii dovuti prima all’irreperibilità dell’imputato poi alla questione dell’eventuale estensione dell’estradizione dal Brasile dove Medina, che si era reso irreperibile nell’aprile del 2015 dopo che era stato raggiunto da un provvedimento emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Novara per una pena definitiva per reati vari, commessi in Piemonte e Lombardia, era stato localizzato tre mesi dopo dai carabinieri. Fu arrestato, portato in carcere in Brasile e da lì estradato nell’autunno del 2016 per un altro procedimento incardinato a Novara. Il processo per il colpo all’Affari d’Oro di Borgomanero aveva preso il via nel giugno del 2014 quando in aula erano stati ascoltati i primi testi, tra i quali anche due ragazzi coimputati e già usciti di scena nell’estate del 2012 con rito alternativo, e la commessa del negozio.

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