Reinventarsi in pandemia: il soprano Jessica Pino, da Casa Sanremo è diventata la “Voce dell’Anima” per l’utimo saluto

Jessica Pino

Esattamente un anno fa aveva ricevuto il National Voice Awards a Casa Sanremo, durante le giornate del Festival, per aver partecipato al contest Sanremo Unlimited; oggi causa la pandemia e le misure restrittive persistenti, il soprano Jessica Pino ha dovuto reinventarsi e cercare altre strade per esprimere la sua arte.

 

 

Jessica Pino con il maestro Peppe Vessichio a San Remo lo scorso anno

La sua sarebbe una storia come tante in questo periodo di crisi culturale ed economica, se non fosse che il giovane talento originario di Merì, in provincia di Messina, ma che vive e lavora a Torino, ha deciso di utilizzare la propria arte canora per rendere omaggio alle persone durante il loro “ultimo viaggio”. Il suo progetto artistico si chiama “La Voce dell’Anima” e fotografa perfettamente tutti i settori in crisi, ma anche la grande capacità che gli artisti, nonostante siano tra le categorie più penalizzate e dimenticate, hanno di trovare e creare opportunità: un valore aggiunto che dovrebbe essere maggiormente riconosciuto e valorizzato.

“Il Covid e le misure restrittive adottate per contenere la pandemia – racconta Jessica Pino – hanno totalmente stravolto la mia vita. Insegnavo canto e musica nelle scuole; ero stata selezionata tra i candidati per un concorso in Germania. La mia carriera stava decollando; lo scorso anno proprio dopo il riconoscimento ricevuto a Sanremo, avevo iniziato un programma radiofonico ed ero stata anche ospite a Cantando Ballando e avevo inciso il mio primo inedito ‘Tu ci sei’. Insomma i tanti anni di studio in Italia e all’estero e la gavetta stavano portando i loro frutti. Poi, come in un incubo è arrivato il Covid, hanno chiuso tutto e in qualche modo dimenticato totalmente il nostro settore”.

Il soprano ha deciso di non abbattersi e per un po’ di tempo ha insegnato alla scuola primaria, ma sentiva il bisogno di esprimersi con il linguaggio che meglio conosceva: il canto.
Teatri chiusi, impossibilità di fare lezioni private a casa, scuole di canto aperte a singhiozzo, attività scolstiche pubbliche decimate all’osso, viaggi e progetti di lavoro all’estero cancellati.

“Qualche anno fa avevo cantato durante un commiato funebre – racconta Pino -. È stata un’emozione inaspettata. È un modo per comunicare emozioni, perché sentivo che stavo onorando e facendo qualcosa di buono per un’anima che era venuta a mancare. Io sono credente e in qualche modo credo che l’ultimo saluto che si da ai propri cari debba essere celebrato con un momento carico di significato e ricchezza spirituale”.

All’estero accompagnare la cerimonia funebre con un cantante lirico e un pianoforte è una prassi piuttosto diffusa. In Italia non c’è ancora questo tipo di mentalità, che spesso viene considerata troppo frivola. “Al contrario! – spiega il soprano – Il Covid, purtroppo, ha causato molte morti e soprattutto lo scorso anno molte persone non hanno potuto dire addio ai proprio cari. Io stessa non ho potuto essere presente al funerale di mio zio scomparso recentemente e per sopperire al quel vuoto gli ho dedicato una canzone a casa. Mi sono resa conto così quanto sollievo dia offrire un momento lirico intenso e profondo. In alcune culture è considerata una forma di rispetto estremo. So che può sembrare difficile passare da un palco a una chiesa, ma la vita va celebrata anche nel suo ultimo giorno”.

Gli amici l’hanno soprannominata la “Caronte lirica”, perché con la sua voce melodiosa accompagna le anime nel loro viaggio più importante, lei preferisce definirsi un’artista che proprio a causa del lockdown e della crisi del settore culturale ha sentito il bisogno di mettere la propria arte al servizio degli altri, prestando la propria voce all’anima che sta lasciando questo mondo.

 

Laura De Bortoli

 

 

Ecco il video del primo inedito di Jessica Pino

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