Sette condanne per la banda di sudamericani

Sette condanne (a pene comprese tra i 3 anni e mezzo e un anno), e otto assoluzioni. Si è chiuso con questa sentenza il processo ai “saltamontes”, il gruppo di sudamericani che avevano colpito non solo in Italia ma anche in alcune città europee. Una lunga carriera alle spalle, costellata di colpi tanto audaci quanto fortunati che li avevano portati, secondo investigatori ed inquirenti, a mettere insieme in un anno e mezzo di attività un bottino da diversi milioni di euro. Nessuna violenza, solo una perfetta regia accompagnata dalla rapidità di azione, tanto da guadagnarsi il soprannome di cavallette. Una carriera fortunata, stroncata dagli agenti della Squadra mobile di Novara alla fine del 2013, al termine delle indagini avviate con il colpo da 64 mila euro messo a segno il 1° giugno del 2012 ai danni della filiale di piazza Cavour della banca Monte dei Paschi di Siena. Un furto che si era trasformato in rapina perché una cassiera era stata trattenuta per un braccio.

«Quel giorno c’erano parecchi clienti – aveva raccontato in aula un impiegato – Dalla mia postazione non potevo vedere né l’ingresso della banca né le casse dove stavano le colleghe. A un certo punto, senza alcun apparente motivo, quattro o cinque persone che erano sedute di fronte al mio ufficio si sono alzate contemporaneamente. Ho pensato che fosse successo qualche incidente sulla strada, poi ho sentito qualcuno dire “la macchina è rotta”. Io e il mio collega ci siamo diretti verso il bancomat, c’era un po’ di movimento, non capivamo cosa fosse successo, poi qualcuno ha detto la frase “hanno la busta con i soldi”». Da lì erano partite le indagini dei poliziotti novaresi; tra i colpi audaci attribuiti alla banda delle “cavallette” anche quello ai danni di Buccellati a Milano, nel maggio 2012 che fruttò un bottino di 2 milioni di euro.

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