Spari a Tornaco, dai carabinieri «risposta immediata ed efficace»

«Novara è un territorio sufficientemente tranquillo dal punto di vista della malavita organizzata, ma ci sono segnali che non vanno sottovalutati: proprio per questo ci siamo immediatamente attivati dopo che erano stati esplosi colpi di pistola contro l’abitazione di un imprenditore edile e la risposta che abbiamo dato è stata rapida ed efficace»: così il col. Domenico Mascoli, comandante provinciale dei carabinieri ha commentato l’operazione che questa mattina, mercoledì, ha portato in carcere quattro persone di Brandizzo ( To), ovvero i fratelli Guido e Giuseppe Carbone , di 36 e 29 anni rispettivamente, Francesco Ierardi, 30 anni (cognato di Guido), e Davide Visentin, di 31.
Sono accusati in concorso di tentata estorsione e porto abusivo di pistola.

La loro vittima è un imprenditore edile di Tornaco, che lo scorso anno era stato contattato da Guido Carbone per una serie di ristrutturazioni nella villa di Brandizzo. Lo scorso agosto, a fronte di mancati pagamenti per 20 mila euro e della richiesta di ulteriori lavori, il costruttore di Tornaco aveva interrotto ogni rapporto. Ma Carbone lo aveva preso di mira, chiedendogli 10 mila euro per mettere la parola fine a tutto. La resistenza della vittima aveva portato a minacce e, in una circostanza, l’imprenditore era stato colpito da un pungo. Ma non aveva mai sporto denuncia, finché gli aggressori non hanno alzato il tiro. La sera del 10 gennaio una ‘Panda’ con tre persone si era presentata al cancello della villetta di Tornaco. Uno dei tre aveva suonato il campanello e quando dal citofono era stato risposto che non c’era la persona che cercavano, aveva esploso una dozzina di colpi contro la porta d’ingresso, ad altezza d’uomo: «Se ci fosse stato qualcuno dietro il portone – commenta il maggiore Mattia Virgillo – ora staremmo a parlare di ben altro crimine».

A questo punto l’imprenditore ha raccontato tutta la vicenda e una serie di elementi portava l’inchiesta alla sua conclusione: il pm Mario Andrigo chiedeva al Gip Luca Fidelio l’emissione di ordini di custodia cautelare in carcere che sono stati per l’appunto eseguiti questa mattina all’alba. All’operazione ha partecipato anche il Nucleo elicotteri di Volpiano, determinante per la cattura di Ierardi, che stava fuggendo per le vie adiacenti la sua abitazione.

Secondo gli investigatori, quella di Guido Carbone sarebbe la figura di spicco, con un ruolo dominante in termini decisionali rispetto al fratello ed al cognato, e con solidi legami con esponenti di spicco della ‘ndrangheta.

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