Stop al nuovo ospedale, i commenti

E’ andata deserta la gara per l’affidamento della concessione di costruzione e gestione della Città della Salute e della Scienza di Novara: nessuno dei sette raggruppamenti d’impresa che avevano dichiarato la manifestazione d’interesse ha presentato un’offerta. Il termine è scaduto ieri, lunedì.

«E’ verosimile – spiega il direttore generale dell’Aou, il dott. Gianfranco Zulian (nella foto) – che la mutata situazione economica, con l’aumento dei prezzi delle materie prime indotto dalla gravità della situazione pandemica, abbia indotto le ditte a valutare in maniera differente la convenienza a partecipare alla gara. Quello che è certo è che il progetto- Città della Salute e della Scienza di Novara non si ferma qui: già domani il gruppo di lavoro dell’Aou inizierà alcune riflessioni e successivamente ci saranno le interlocuzioni indispensabili con l’assessorato regionale alla Sanità e successivamente con il Ministero, in modo da arrivare a una soluzione che dia tempi, modi e termini accettabili».

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei medici, il dott. Federico D’Andrea: «La notizia che nessuna offerta è stata presentata per la costruzione e gestione della Città della salute e della scienza di Novara non può non generare preoccupazione».

Federico D’Andrea

«Preoccupazione perché se anche il progetto andrà avanti verranno comunque persi molti mesi se non anni e la struttura dell’attuale ospedale farà molta fatica a reggere ancora a lungo – continua D’Andrea – C’è da capire come mai nessuno dei sette raggruppamenti d’impresa che aveva manifestato interesse a partecipare alla gara poi abbia presentato la propria offerta. Forse davvero i margini di guadagno erano troppo risicati, ma se così fosse si porrebbe ora il problema di recuperare altre risorse. Resta il fatto che la Città della salute è fondamentale per tutto il Piemonte orientale».

«Confido – conclude il presidente dell’Ordine – che la sinergia che si era creata tra Regione, Università, direzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria e Comune di Novara e che aveva portato all’atto conclusivo di un progetto ultradecennale possa funzionare ancora e portare a una soluzione in tempi brevi».

Domenico Rossi

Per Domenico Rossi, consiglere regionale Pd e vice-presidente della Commissione sanità, «si tratta di una pessima notizia per tutti coloro che hanno a cuore la nuova Città della Salute e della Scienza di Novara, progetto necessario e strategico per il nostro territorio e per il Piemonte. Siamo di fronte a una situazione che preoccupa e fa anche arrabbiare perché eravamo finalmente giunti al capitolo finale di un iter lunghissimo e che ora, nella migliore delle ipotesi, rallenterà per mesi se non anni. Non si tratta, infatti, solamente di reperire eventuali risorse aggiuntive, operazione sempre non scontata, ma di mettersi nella condizione di avere tutte le eventuali variazioni approvate dai diversi organi istituzionali competenti in tempi rapidi. Ma il tempo è un lusso che non possiamo più permetterci, tanto più in un periodo storico in cui abbiamo bisogno di un’offerta di servizi sanitari all’avanguardia e di qualità».

«Occorre uno sforzo corale di tutte le forze politiche e di tutti gli attori istituzionali affinché questa situazione non venga trattata come un progetto ordinario, uno dei tanti su cui intervenire, ma sia considerata una priorità assoluta da parte del Comune, della Regione e del Governo. Se il problema riguarda le risorse esistono diverse strade possibili, dall’ex articolo 20 per l’edilizia sanitaria fino al PNRR. Si individui la strada più efficace e poi lavoriamo tutti insieme per l’obiettivo. Noi non faremo mancare il nostro impegno» conclude Rossi.

Alessandro Stecco

«La Città della Salute e della Scienza di Novara non ferma la sua progettualità – puntualizza il Alessandro Stecco, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione sanità – La gara andata deserta per realizzarla con la formula del partenariato pubblico privato è stata fortemente condizionata nella partecipazione delle aziende da fattori di convenienza strettamente legati alla situazione post pandemica. È uno stop temporaneo che deve ulteriormente alzare il livello di attenzione, con lo scopo rimettere al più presto sui binari la procedura per portare Novara, l’Università e l’intero quadrante del Piemonte Orientale ad avere quanto prima un polo clinico ospedaliero, oltre che didattico e scientifico.
«Sono certo che l’assessore alla Sanità Icardi, il presidente Cirio e il direttore generale dell’Aou Maggiore della Carità di Novara Zulian troveranno la soluzione per rimettere in moto adeguatamente il meccanismo operativo che porterà Novara ad avere la sua Città della Salute e della Scienza, valutando ogni strada compresa la richiesta di una maggiore quota di finanziamento pubblico dell’opera al ministero della Sanità» conclude Stecco.

Love
Haha
Wow
Sad
Angry

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here