Tour novarese per il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli

Broletto e Galleria Giannoni, poi il Castello e il Coccia e infine l’incontro con il vescovo: queste le tappe del tour novarese del ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli nella giornata di oggi, martedì.

Nel foyer del Coccia ha incontrato i giornalisti, insieme al sindaco Alessandro Canelli, al prefetto Rita Piermatti, alla presidente della Fondazione teatrale Carmen Manfredda e alla direttrice Corinne Baroni.

«Al ministro abbiamo fatto conoscere le nostre eccellenze in campo culturale e abbiamo posto le basi per una proficua collaborazione» ha detto il primo cittadino, mentre Manfreddda ha sottolineato «la crescita culturale esponenziale della città».

Per Bonisoli si è trattato di una bella esperienza (ha confessato che, pur abitando a Castelletto da anni, al Coccia non era mai venuto..), «perché ho toccato con mano una realtà culturale importante come quella di Novara, una città dalle giuste dimensioni per ambire ad un alto livello ma non così grande perché le sue attività passino sotto silenzio».

In particolare, ha affrontato il tema del Fus, il Fondo unico dello spettacolo, che è lo strumento attraverso il quale lo Stato finanzia l’attività culturale di teatri e non solo (e lo scorso anno il Coccia ha visto aumentare il contributo, uno dei pochi teatri italiani a crescere anziché vedersi ridotti i finanziamenti): «Quando vedo che tutti sono scontenti, sia chi prende tanto sia chi prende poco, allora mi pare evidente che occorre cambiare – ha dichuìiarato il ministro – Non voglio che tutto venga deciso in base al giudizio arbitrario delle commissioni, che tra l’altro hanno una enorme mole di lavoro per poter fare bene. E’ meglio che il loro giudizio qualitativo sia inserito in un processo diverso, dove anche il famigerato algoritmo, se non va bene, vada modificato. Bisogna recuperare credibilità, eliminare  l’idea che i fondi vengano assegnati per simpatia, per conoscenza e dopo qualche cena…».

Foto di Maurizio Tosi

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