Una giornata contro il cyberbullismo

«Oggi il cyberbullismo è una malattia epidemica. E’ la malattia dei rapporti umani». E’ con queste parole che il vice sindaco Sante Bongo è arrivato al cuore dei tanti studenti delle scuole medie cittadine che oggi, martedì, hanno raccolto l’invito del Comune e della Fondazione Carolina Onlus di dedicare la giornata alla formazione sui temi del cyberbullismo e sul corretto uso del web. Una giornata formativa, quella svoltasi al Castello, che è nata da lontano e che ha voluto ribadire, con i tanti interventi delle autorità, l’importanza di comunicare grazie al “faccia a faccia” senza chiudersi in un mondo che non soddisfa i nostri desideri.
Una platea molto attenta al tema trattato, si è lasciata guidare dal vice sindaco Sante Bongo, dal vescovo Franco Giulio Brambilla, dal Procuratore della Repubblica Marilinda Mineccia, dalla referente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Gabriella Colla, da Luca Bernardo e da illustri avvocati e medici cittadini all’approfondimento di un argomento delicato che deve essere affrontato con una precisa metodologia, che sappia mettere in campo diverse competenze scientificamente organizzate al fine di «sconfiggerlo».
“Crescere on line – Navigare senza perdere la rotta”, questo il titolo della giornata voluta fortemente per «riflettere sull’importanza delle parole e la forza della rete, uno strumento che va utilizzato con responsabilità».
Tanti gli spunti dati ai ragazzi. Alcuni, come l’intervento di monsignor Brambilla, hanno mosso proprio dall’analisi del titolo; altri, invece, hanno toccato il rispetto delle regole, l’importanza di nuove alleanze educative, l’esplosione del fenomeno e l’importanza di mandare in frantumi quel silenzio che circonda le vittime di cyberbullismo.
«Come si naviga nel nuovo oceano della rete? E in questo nuovo oceano, qual è la stella polare che seguono i marinai?» è la domanda che il vescovo di Novara ha rivolto agli studenti prima di spiegare loro che «sul web ci andiamo perché abbiamo dei bisogni ma, allora, trasformiamo quei bisogni nel desiderio che abbiamo dentro di noi, senza perdere la stella polare che è di tutti noi».
«Voi avere bisogno di sentirvi capiti – questo l’intervento del Procuratore Mineccia – e proprio questo bisogno è alla base della comunicazione. Ma, per farlo, dobbiamo anche metterci nei panni dell’altro. I diversi modi di vedere le cose, se ci capiamo, sono arricchimenti profondi. Le regole hanno un senso se preparano a qualcosa di positivo, di buono. Noi dobbiamo curarle, guardarci negli occhi, stringerci per mano. Il web è bello ma è solo uno strumento».
L’attualità si è poi fatta largo al Castello attraverso le parole di Gabriella Colla che ha reso partecipi gli studenti del più recente fatto di cronaca: a Rivoli, nel torinese, uno studente di 17 anni si è tolto la vita per colpa dei bulli. Una parentesi necessaria perché, ha affermato la referente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, «se è tanto il lavoro fatto da parte di tutti, continuano ad accadere episodi che non dovrebbero esserci più. Dobbiamo lavorare sul tema delle nuove alleanze educative e riflettere, parlando a più voci per non restare chiusi nei nostri computer».
La giornata dedicata al cyberbullismo è poi proseguita con un dialogo interattivo tra gli studenti e la comunità educante e, nel pomeriggio, spazio a docenti, educatori e genitori con il focus “Educare on line – Come connettersi con le nuove generazioni”.
Valeria Abate

Servizio fotografico di Maurizio Tosi

 

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