Un largo in memoria di Biagio Franco, il poliziotto ucciso nel 1985

La notte del 2 marzo 1985 l’agente di polizia Biagio Franco, allora ventiquattrenne, venne ucciso, travolto dalla vettura dei ladri in fuga dopo un tentativo di furto a Novara. Questa mattina, mercoledì, gli è stato intitolato il largo adiacente la sede della Questura di Novara, alla presenza di Francesco Messina, direttore centrale dell’Anticrimine. La cerimonia ha visto l’intervento del vescovo franco Giulio Brambilla.

Il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ha sottolineando la vicinanza della città «alla polizia e a tutte le forze dell’ordine, che con il loro operato rendono più sicuri tutti noi».

Il cippo commemorativo sul luogo del delitto

Il questore Rosanna Lavezzaro e Francesco Messina hanno testimoniato come «la polizia è una famiglia, che soprattutto nel momento del dolore si stringe ancora di più. E infatti ora, 34 anni dopo, siamo qui a ricordare Biagio Franco». E hanno ringraziato il sindacato Siulp che si è fatto promotore dell’intitolazione.

Giuseppe, il fratello di Biagio Franco

Commovente il ricordo della vedova, Rosanna Vermiglio, giunta da Como dove vive da anni: «Ancora oggi il ricordo di quella notte mi angoscia. Venire a sapere all’improvviso che la tua via cambierà radicalmente è terribile: eravamo sposati da soli tre anni, pensavamo di avere tutta la vita davanti, avevamo sogni e progetti e tutto è finito in un attimo».

Da Salerno sono venuti il fratello Giuseppe, con la moglie, e dalla Svizzera il nipote di Biagio Franco: «Fummo avvisati verso le cinque del mattino – ricorda Giuseppe Franco – Ho caricato in macchina mia made e mio padre e siamo partiti per Novara. Ci avevano detto che Biagio era stato ferito e quindi speravamo in un miracolo».

Alla cerimonia erano presenti anche due colleghi di Franco che erano parte dell’equipaggio smontato dal turno pochi minuti prima che arrivasse la notizia del tentativo di furto e che furo sostituiti dalla Volante ‘montante’, quella appunto di Biago Franco: «Il destino ha voluto così – hanno ricordato – Pochi minuti hanno fatto la differenza. E ancora oggi ci domandiamo perché è andata così».

In precedenza, un momento di commemorazione si è tenuto sul luogo del delitto, in via Papa Sarto. Quella notte alcuni ladri (tre, forse quattro) avevano tentato un furto in una pellicceria di quella via, ma erano stati costretti a fuggire per l’allarme dato da un vicino che si era accorto del buco nel muro del negozio realizzato dai malviventi. Essendo poco esperti della viabilità della zona, i ladri si ritrovarono di nuovo in via Papa Sarto dove nel frattempo i polizotti avevano creato un posto di blocco. Per fuggire, i malviventi piombarono sul marciapiede, dove era appostato Biagio Franco e lo travolsero, uccidendolo sul colpo.

A un anno dal tragico evento, in via Papa Sarto, alla presenza dell’allora Ministro dell’Interno Scalfaro e dei familiari della vittima, veniva posta una Croce in granito, per ricordare il sacrificio del giovane poliziotto.
Il presidente della Repubblica, il 25 maggio 2016, conferiva la Medaglia d’Oro al Merito Civile, alla memoria, di Biagio Franco.

Fotogallery di Maurizio Tosi

 

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