Verbali falsi, chiesti 5 anni per il maresciallo

Cinque anni: questa la richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero Ciro Caramore per Antonino Li Causi, 45 anni, maresciallo dei carabinieri all’epoca dei fatti in forza alla caserma di Borgomanero e attualmente in servizio nel Milanese, finito a processo con l’accusa di falso in due verbali d’arresto datati nel tempo (si riferiscono infatti agli anni 2007 e 2008).

Tutta l’inchiesta, che inizialmente vedeva coinvolti altri tre militari la cui posizione poi era stata archiviata, era partita in seguito alle dichiarazioni rese da Gianluca Medina, personaggio noto nel Borgomanerese, in interrogatori ma anche nel corso dei suoi processi per rapina, durante i quali aveva affermato di essere un “collaboratore-informatore” dei carabinieri. E l’accusa di falso per Li Causi, si riferirebbe proprio a due verbali in cui, pur essendo presente lo stesso Medina che, secondo quanto lui stesso andava affermando avrebbe agganciato gli spacciatori per poi farli arrestare, non ne veniva fatto cenno.

«Non c’è una verbalizzazione – ha sottolineato il pm nel corso della lunga requisitoria durata oltre due ore – Non c’è una riga, non c’è un’annotazione. Un fatto grave e un comportamento particolarmente grave» ed ha concluso con la richiesta di condanna a 5 anni. Sentenza il 24 maggio.

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