Via libera dal consiglio comunale: Casa Bossi potrà essere ceduta

E’ stata approvata a stragrande maggioranza, con i voti contrari di due M5S (Paola Vigotti e Mario Iacopino) e sei astenuti (i consiglieri del Pd) la delibera che, insieme ad alcune variazioni di bilancio, inserisce Casa Bossi nel Piano delle alienazioni. Il consiglio comunale di stamattina (venerdì) non ha detto nulla di più di quello che era emerso durante la recente commissione (leggi qui).

Il sindaco Alessandro Canelli ha spiegato il perché della scelta, ovvero la volontà dell’amministrazione di aderire al progetto di creare un fondo con una società privata per il recupero e il rilancio di Casa Bossi, Una valutazione del valore dell’immobile (che costituirebbe l’apporto del Comune al fondo) è stata chiesta all’Agenzia del Demanio che ha chiesto che pregiudizialmente il ‘gioiello’ antonelliano venisse inserito tra i beni cedibili. Nel fondo andrà anche l’ex Macello, come contropartita che potrebbe più facilmente portare benefici economici.

Ovviamente, la discussione si è incentrata su questa scelta, con il Movimento5Stelle decisamente contrario («Perché cedere un bene che è di tutta la città? – ha chiesto Paola Vigotti – Non ci venite a dire che non ci sono alternative, perché non provare a cercare fondi europei, come è stato fatto per il Castello?) e i consiglieri Pd si sono astenuti.

Quattro dei sei consiglieri Pd

«Manca una delibera di indizzo, come potrà l’Agenzia del Demanio fare una valutazione se non si saprà quale potrà essere la destinazione d’uso?» ha detto Sara Paladini.

«E’ inutile discuterne adesso, siamo ancora alla politica degli annunci: ne riparleremo quando ci sarà un business plan» ha aggiunto Andrea Ballarè. Per Milù Allegra «va bene l’impegno formale del sindaco di lasciare uno spazio per le attività culturali del ‘Comitato d’amore’, ma il resto è troppo fumoso». Un altro nodo è stato sollevato da Rossano Pirovano: «La vendita dell’ex Macello è andata deserta due volte, come si fa a immaginare che possa essere considerato l’elemento determinante per ‘ingolosire’ i privati?».

Per la maggioranza, Walter Mattiuz ha sottolineato come non ci sia altra strada e che è necessario «sacrificare l’ex Macello per salvare Casa Bossi».

Sullo sfondo la questione del lascito, che dava Casa Bossi al Comune purché ci fossero finalità socio-culturali: «Ci era stato promesso il documento integrale, perché non ci è mai stato consegnato?» è insorta l’opposizione.

Love
Haha
Wow
Sad
Angry

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here