Violenza a prostituta, chiesti 8 anni di carcere

Lei lo accusa, lui nega di conoscerla ma il pubblico ministero chiede la condanna a 8 anni. Una vicenda complessa accaduta un giorno d’agosto di 7 anni fa in un appartamento di Novara dove un quarantenne – ora a processo con la pesante accusa di violenza sessuale ai danni di una prostituta brasiliana – si era recato dopo aver letto un annuncio su un giornale. Aveva telefonato, si era informato sul tipo di “prestazione” ma poi quando era arrivato davanti a quella porta…Per lui la donna che gli aveva aperto non era di certo quella ritratta sulla foto pubblicata accanto all’annuncio a luci rosse; anzi: era decisamente bruttina, di pelle scura, forse sudamericana; lui aveva manifestato l’intenzione di andarsene ma lei gli aveva detto che aveva bisogno di lavorare; avevano consumato un rapporto, a detta di lui, consenziente, tanto che l’aveva anche pagata, 50 euro.

Tutta un’altra storia quella che la donna (che da qualche anno abita in Francia e che prima di oggi non si era mai presentata in udienza tanto da risultare di fatto irreperibile) ha raccontato in aula: «Quando è arrivato, ho aperto la porta lui mi ha preso per i capelli, mi ha dato un pugno in faccia e mi ha trascinato verso la camera da letto. E mi ha violentata. Sì, mi sembra che sia lui».

«Io quella donna non l’ho mai vista – ha detto l’imputato – E’ vero che ho telefonato e che sono andato in quell’appartamento ma chi mi ha aperto la porta aveva la carnagione scura, non chiara come la sua. Io con questa signora non ho mai avuto niente a che fare». Nessun dubbio per l’accusa che punta il dito sulle troppe “coincidenze”: «Lui ammette di averle telefonato con il suo cellulare, e a confermarlo ci sono i tabulati, esattamente all’ora indicata dalla donna come quella in cui avrebbe subito la violenza; ammette di essere andato a quell’indirizzo, nel luogo e all’ora in cui la donna dice di aver subito violenza; ammette di aver avuto un rapporto sessuale con lei, come quello descritto dalla vittima, nega “solo” la violenza. Sostiene, del tutto in modo inverosimile, che si trattasse di un’altra donna. Il fatto è bruttissimo, ci sono anche le condizioni di minorata difesa» ed ha concluso con la richiesta di 8 anni di reclusione. Sentenza a fine giugno.

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